Luoghi storici e archeologici della Calabria

di ViaggioInValigia.it

La regione Calabria, adagiata tra i mari Tirreno e Ionio, costituisce la punta dello stivale, ed è uno scrigno che conserva i resti di un passato unico: antiche civiltà, luoghi inesplorati, segni indelebili della cultura mediterranea.

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Bronzi di Riace

Le sue origini risalgono al paleolitico. A Papasidero comune di poche anime in Provincia di Cosenza, all’interno del Parco Nazionale del Pollino, da oltre mezzo secolo gli archeologi indagano e studiano una straordinaria scoperta preistorica: la Grotta del Romito con i suoi pregevoli graffiti.   

L'importante ritrovamento archeologico dimostra come la Calabria sia stata popolata da genti antichissime. Ma dire Calabria significa dire anche Magna Grecia cioè quell'importante fase di colonizzazione che gli elleni attuarono a partire dall'VIII secolo a.C. Ne sono valida testimonianza Reggio Calabria, Crotone, Sibari, Vibo Valentia, Gioia Tauro, Lamezia Terme, Locri, Roccelletta di Borgia.

Reggio Calabria, città capoluogo, dal I secolo a.C. municipio romano poi passata sotto il dominio bizantino, sotto quello normanno e successivamente quello angioino. La città si fregia del Museo Archeologico Nazionale nel quale si possono ammirare, tra gli altri reperti, i Bronzi di Riace del V secolo a.C., meraviglie artistiche dell'antica Grecia. Nel Museo è anche possibile visitare preziosi ritrovamenti archeologici, collezioni preistoriche del paleolitico, neolitico, età del bronzo e del ferro, materiali dell'età greca e romana, dell'arte medievale e moderna. Di epoca medievale a Reggio Calabria è il Castello attribuito agli aragonesi ma in realtà risalente ad un periodo anteriore. E ancora il Duomo (Basilica Minore) dedicato a Maria Santissima Assunta in stile neoromanico e neogotico dove è presente la Cappella del Crocefisso nella quale è conservata una scultura settecentesca. Da ammirare poi il lungomare considerato il più bel chilometro esteso d'Italia lungo il quale insiste un breve tratto delle mura greche e dove sono visibili anche alcuni importanti reperti delle terme romane.  

Altra città della Magna Grecia è Crotone, la scuola del filosofo e matematico Pitagora, fondata dai coloni achei verso la fine dell'VIII secolo a.C. successivamente colonia romana poi dominio bizantino e normanno, quindi, feudo di signori angioini. Da visitare, perchè di grande interesse storico, il Museo Archeologico Nazionale, che percorre tutte le vicende dell'antica Kroton e dove sono esposti i reperti del santuario di Hera Lacinia, ricadente nel Parco Archeologico di Capo Colonna, tra i quali materiali preistorici, ceramiche, monete, corredi funerari. Sull'acropoli greca di Crotone, su un'altura tra due promontori, sorge il Castello di Carlo V una fortezza cinquecentesca costruita per difendere il territorio dalle invasioni nemiche.

Straordinaria importanza riveste la città di Sibari, i cui albori risalgono all'età arcaica e classica; qui è possibile visitare il Museo della Sibaritide in cui sono custoditi corredi funerai e reperti di notevole interesse storico. Gli scavi archeologici della zona hanno permesso di portare alla luce preziosi insediamenti di epoca greca e romana. 

Adagiata nella valle del Crati c'è Cosenza, capoluogo, città dei Bruzi del IV secolo a.C., ma anche città medievale, moderna e contemporanea con le sue chiese, i palazzi, le ville, i musei. Da visitare è il Duomo dichiarato patrimonio Unesco con l'icona della Madonna del Pilerio, Protettrice di Cosenza, e con il monumento sepolcrale di Isabella d'Aragona e, attiguo al Duomo, il Palazzo dell'Arcivescovado. E ancora la Villa Comunale, la Biblioteca, il Museo Civico che raccoglie reperti che comprendono i periodi dalla preistoria all'età romana, la Chiesa-Monastero di San Francesco d'Assisi, la più antica della città, la Chiesa di San Domenico con annesso l'ex monastero e la Chiesa di San Francesco di Paola all'interno della quale si possono visitare un sepolcro marmoreo, statue lignee e una tavola cinquecentesca.    

Per il vecchio rito tradizionale della caccia del pesce spada il percorso naturale è quello che va da Bagnara Calabra a Scilla. Quest'ultima, posta all'imboccatura del Porto di Messina, rievoca antichi miti e leggende quando appunto i due mostri marini, Scilla e Cariddi, minacciavano le navi nelle acque dello stretto. Da non perdere a Bagnara Calabra la sagra (ultima settimana di luglio), un appuntamento che richiama il pubblico delle grandi occasioni, durante il quale vengono proposti i piatti della tradizione gastronomica calabrese a base di pesce spada.

Calabria è anche Castrovillari, adagiata ai piedi del monte Pollino, il Litorale di Santa Domenica a Tropea, antichissimo centro del cristianesimo a strapiombo sul mare Tirreno tra i golfi di Sant'Eufemia e Gioia Tauro, San Giovanni in Fiore con il Museo Demologico dell'Economia, del Lavoro e della Storia Sociale Silana, Palmi nel Tirreno tra Gioia Tauro e Bagnara Calabra con le sue spiagge incantevoli e il Museo Etnografico e Folclore dove sono espoti oggetti della tradizione contadina, pastorale e marinara, Gerace, nella locride, la città che più di ogni altra ha saputo resistere ai ripetuti attacchi degli Arabi, Cittanova con il Museo Civico di Storia Naturale, Monterosso Calabro con il Museo della Civiltà Contadina e Artigiana, Vibo Valentia con il Museo Nazionale dell'Emigrazione.

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